giovedì 6 dicembre 2007

Il Foglio. "Perché credo sia ingiusto il sequestro del mio libro su Rignano"

Il libro che ho scritto tre mesi fa sul caso di presunta pedofilia di Rignano Flaminio da ieri è sotto sequestro. Il giudice della prima sezione civile del tribunale di Roma ha deciso di “inibire la vendita, la distribuzione e la diffusione ulteriore del volume” poche settimane dopo che quattro famiglie di Rignano avevano richiesto il sequestro “d’urgenza”, sostendendo che le mie 170 pagine avrebbero agevolato l’identificazione dei minori coinvolti nelle vicenda e avrebbero anche “ripercorso la vicenda in modo fazioso e offensivo”, come spiegato ieri dagli avvocati di quei genitori. Devo dire che fa un po’ impressione sentir parlare di “libertà fondamentali e della dignità della persona e di privacy violata” per un libro nato proprio per denunciare una clamorosa violazione della privacy. Fa impressione sentir parlare di sequestro d’urgenza, visto che era stato un giudice di Cassino lo scorso 17 ottobre ad aver negato questo sequestro “per rispettare l’articolo 21 della Costituzione”. Fa impressione sentir parlare di privacy perché se davvero avessi voluto violarla, la privacy, avrei scritto nome e cognome dei genitori (non solo il nome) e li avrei accompagnati dal nome e cognome dei bambini (e non dall’iniziale seguita da un puntino). Ma fa un po’ impressione anche perché se un genitore va in televisione a difendere i propri figli in diretta tv, in seconda serata e con nome e cognome che compaiono nel sottopancia, forse dovrebbe pensarci un po’ prima di parlare di tutela della privacy. Il punto però è che il libro e gli articoli scritti su questo giornale su Rignano sono nati con l’idea di ripercorrere la vicenda in modo chiaro, senza conclusioni affrettate, senza commenti, con “informazioni precise e circostanziate” (come scritto dagli stessi avvocati dei genitori) per cercare di garantire al massimo le libertà di tutti: non solo dei bambini e dei loro genitori ma anche degli indagati. Per questo – ed è il motivo per cui farò appello – credo che il mio libro sia stato utile nel ricostruire giornalisticamente quel caso che lo scorso aprile aveva scatenatato pulsioni collettive pericolose e poco controllate. Credo che la mia inchiesta sia stata importante anche per spiegare quanto possa essere rischioso trasformare un caso delicato di presunta pedofilia (e ancora irrisolto) in un racconto psicotico della realtà. E per questo credo sia stato importante ricostruire il caso riportando le notizie così come sono, le voci dei genitori che hanno denunciato gli abusi e quelle delle persone arrestate e poi scarcerate, e spiegando le contraddizioni nelle indagini poi rilevate come tali anche dalla Corte di cassazione. E per questo credo che raccontare la vicenda senza essere faziosi, senza dare un giudizio a priori, senza forzature, senza dare più importanza a un’opinione piuttosto che a un’altra sia stato un modo onesto di fare il mio mestiere.
Claudio Cerasa
6/12/07

5 commenti:

Juliette ha detto...

Ho letto (e apprezzato) il libro Ho visto l'uomo nero.
Credo sia stato uno dei pochi, pochissimi scritti sulla vicenda di Rignano ad essere serio ed equilibrato, a non cedere alla tentazione del sensazionalismo e a presentare i fatti - solo i fatti. Dando oltretutto voce (cosa che, ahimé!, troppo spesso i mass media non hanno fatto) non solo ai genitori ma anche alle maestre le quali, forse "stanno male" anche loro.....

Per me è stata una lettura istruttiva. E non comprendo assolutamente perché si sia disposto il sequestro di questo libro, né come mai a chiederlo siano stati i genitori che - in buona fede, certo - per alcune settimane sono stati ospiti fissi di vari programmi televisivi, spesso raccontando fatti che la riservatezza e il pudore sconsiglierebbero di esternare di fronte a un pubblico sterminato com'è quello televisivo...

La censura non aiuta niente e nessuno. Anzi, casomai danneggia un po' tutti.

Vincenzo ha detto...

La verità è che tu sei un giornalista vero. Non ti sei fatto a metà, non hai piegato la schiena.

Non sei un giornalista dimezzato, non hai preferito fare un libro su Paris Hilton, Corona o Mastella che ti avrebbe fatto vendere il triplo e ti avrebbe assicurato meno problemi.

Tu sei un vero giornalista, e come tale hai raccontato (non commentato) fatti.

Sei un grande giornalista, e il tempo, solo quello, ti darà ragione .

Un giorno riderai della accuse prive di fondamento che ti stanno muovendo.

Tieni duro, anche per quei tuoi colleghi che al tg raccontano di cuccioli di orsi, calendari; per quelli che sui giornali scrivono pagine sui nomi della figlia di Totti.

E per noi lettori.

Arturo Bromuro

Claudio Cerasa ha detto...

Gracias, complimenti ad Arturo per la vicinanza con il Bromuro.

privizzi ha detto...

Non ho letto il suo libro però ho seguito la vicenda sul Foglio e su Otto e Mezzo. Concordo pienamente con lei quando si "meraviglia" delle ragioni del sequestro secondo le quali il suo libro avrebbe portato "l’identificazione dei minori coinvolti nelle vicenda e avrebbero anche “ripercorso la vicenda in modo fazioso e offensivo" quando a più riprese su differenti canali televisivi i genitori si sono fatti riprendere pubblicamente. Lascia esterefatti comunque il silenzio, in questo caso secondo la liturgia imperante si dovrebbe dire assordante, dei mass media e della mitica corporazione della FNSI rispetto a questo caso di censura. Una domanda: ma i vari Mughini, Farina, Melli hanno solidarizzato con lei? Mi domando infine chi mai risarcirà quelle persone che hanno passato diversi giorni in galera dall'infamante sospetto di pedofilia. Per quel che può valere lei ha tutta la mia solidarietà.

privizzi ha detto...

Non ho letto il suo libro però ho seguito la vicenda sul Foglio e su Otto e Mezzo. Concordo pienamente con lei quando si "meraviglia" delle ragioni del sequestro "l’identificazione dei minori coinvolti nelle vicenda e avrebbero anche “ripercorso la vicenda in modo fazioso e offensivo" quando a più riprese su differenti canali televisivi i genitori si sono fatti riprendere pubblicamente.

Lascia esterefatti comunque il silenzio, in questo caso secondo la liturgia imperante si dovrebbe dire assordante, dei mass media e della mitica corporazione della FNSI rispetto a questo caso di censura. Una domanda: ma i vari Mughini, Farina, Melli hanno solidarizzato con lei?

Mi domando infine chi mai risarcirà quelle persone che in questo caso hanno passato (sembrerebbe ingiustamente alla luce degli ultimi riscontri) diversi giorni in galera gravate dall'infamante sospetto di pedofilia. E' difficile pensare qualcosa di peggio.

Per quel che può valere lei ha tutta la mia solidarietà.