lunedì 12 marzo 2007

Il Foglio. "Guarda il Panorama"

Il settimanale cambia, non cede
ai giochi di parola con Dico,
si fa blog e non ostenta Ronaldo

Roma. Nelle trecentoventisei pagine del nuovo Panorama di Pietro Calabrese, la parola “Dico” compare soltanto a pagina trentasei e a pagina sessantanove; compare quindi (nei titoli) soltanto due volte, senza che ci sia neppure un “Dico d’India”, un “Dico de Paperis”, un “Tra moglie e marito non metterci il Dico” e cioè senza che ci sia nessun tentativo di voler per forza strizzare l’occhio al lettore (vecchio) del giornale (nuovo) per dirgli: visto come siamo cambiati, visto come siamo diventati originali? Resistere alla tentazione del gioco di parole con i “Dico” non era per niente facile. Così come non era neppure semplice scegliere una copertina così, con la pistola, la rosa, i proiettili e gli occhi azzuri del talebano, i rapimenti, la droga e i kamikaze della “Sporca Guerra”. Senza nessun richiamo, nessun sommario, nessun titoletto e nessun colpo di gomito al lettore, cioè senza nessun tentativo di segnalare a ogni costo tutti gli approfondimenti, le inchieste, l’ambasciatore francese o Britney Spears. La scelta sembra essere questa: prendere una notizia, un grande tema e puntare, almeno in copertina, solo su quello. E’ un investimento, ma in pochi a dire il vero attualmente lo fanno. Ed è per questo, che ieri nella prima copertina del nuovo Panorama non c’era nemmeno un richiamo all’intervista a Ronaldo.
Con il restyling di Panorama, che tra l’altro a ottobre compirà venticinque anni, il lettore del settimanale più venduto d’Italia avrebbe potuto trovarsi di fronte a parecchi rischi. Avrebbe potuto trovarsi di fronte a un giornale vecchio che provava disperatamente a essere nuovo, a un giornale nuovo che non riusciva a non essere ancora un po’ vecchio, o a un giornale nuovo troppo diverso da quello vecchio. A prima vista le cose non sembrano però andate così e dopo aver superato la prova “Dico”, l’impressione che si ha è che Panorama non sia né ringiovanito né tirato a lucido né tantomeno rivoluzionato. Semplicemente sembra essere molto migliorato e sembra essere diventato anche un po’ più ordinato rispetto a prima (e questo grazie anche alla definizione di tre precise macroaree, come: “Il nostro tempo”, “Approfondimenti” e “Il piacere di vivere”). E in questo senso la scelta di puntare sulle nuove tecnologie (oltre che sulla nuova sezione degli approfondimenti) e quindi la scelta di creare un filo tra le pagine cartacee e quelle di panorama.it (ora più simile al modello della Bbc piuttosto che a quelli un po’ fotocopia di Repubblica e Corriere) potrebbe davvero aver successo. Perché, da una parte, c’è la nuova grafica (curata da Lorenzo Giuffredi e Daniele Zendroni), un po’ multimediale ma per fortuna ancora simile a una pagina di un giornale; dall’altra parte, Panorama sembra voler puntare davvero sul mondo dei blog e su quello dei blogger, sia facendo diventare un po’ blogger i giornalisti sia recensendo i miglior blog della settimana sia facendo scrivere (assieme ai giornalisti) proprio gli stessi blogger. Ovviamente, come ogni restyling, si tratta di una scommessa, ma in questo modo Panorama, oltre che a non spaventare i vecchi lettori, ha la possibilità di conquistarne di nuovi e magari anche un po’ più giovani di prima. Almeno per il momento, il nuovo Panorama sembra essere diventato un po’ più pop senza essere però troppo popolare; e soprattutto senza aver bisogno di piazzare in copertina la foto di Ronaldo.
Claudio Cerasa
10/03/07

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